SIRIA, I LIBRI NASCOSTI DURANTE IL REGIME DI ASSAD TORNANO ALLA LUCE
La storia richiama comunque un fenomeno documentato: durante gli anni del regime molti libri proibiti venivano nascosti per evitarne il sequestro
DAMASCO – Per anni, in Siria, anche un libro poteva diventare un motivo di paura. Durante il regime di Bashar al-Assad, la pubblicazione e la circolazione di opere considerate politicamente o religiosamente controverse erano sottoposte a un rigido sistema di censura. Editori e librai raccontano di controlli e perquisizioni da parte dei servizi di sicurezza, mentre diversi titoli venivano vietati o rimossi dagli scaffali.
In questo contesto si inserisce la storia, diffusa online, di un anziano siriano che avrebbe nascosto nella propria abitazione di Damasco una biblioteca privata, murandola per proteggerne i volumi prima di lasciare il Paese. La vicenda specifica non ha però trovato finora una conferma indipendente.
La storia richiama comunque un fenomeno documentato: durante gli anni del regime molti libri proibiti venivano nascosti per evitarne il sequestro. Oggi, dopo la caduta di Assad nel dicembre 2024, numerose opere precedentemente censurate sono tornate alla luce e sugli scaffali delle librerie. Anche le recenti fiere del libro di Damasco hanno mostrato il cambiamento, con la presenza di titoli un tempo vietati.
Una biblioteca nascosta dietro un muro, dunque, sarebbe anche il simbolo di un'epoca in cui conservare un libro significava conservare una libertà.
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