CEUTA, OLTRE MILLE MINORI ANCORA IN STRADA TRA SCONTRO POLITICO E LIMBO AMMINISTRATIVO
Dopo l’ingresso massiccio dal Marocco, tra 700 e 1.000 minori non accompagnati restano fuori dalle strutture di accoglienza. Il profilo è cambiato: prevalgono ragazzi tra i 14 e i 17 anni.

CEUTA – A quasi due mesi dall’ingresso massiccio di migranti a Ceuta, centinaia di minori non accompagnati continuano a vivere per strada, in strutture provvisorie o in condizioni di forte precarietà. Secondo le stime fornite dal governo spagnolo, tra 700 e 1.000 minori potrebbero essere ancora fuori dal sistema di accoglienza, mentre oltre 2.000 sono stati identificati e inseriti nei dati ufficiali.
La situazione resta al centro di un confronto tra il governo centrale e le autorità della città autonoma, soprattutto sulla gestione dei trasferimenti verso la Penisola. La carenza di posti disponibili nei centri di accoglienza ha aggravato il problema, lasciando molti ragazzi in una sorta di limbo amministrativo e sociale. Oggi l’emergenza riguarda soprattutto adolescenti maschi, in larga parte tra i 14 e i 17 anni, mentre il profilo degli arrivi è comunque cambiato rispetto alla precedente crisi migratoria, con una maggiore presenza anche di bambine e minori molto giovani.
Le autorità spagnole stanno lavorando all’identificazione, all’assistenza e al trasferimento dei minori, ma il processo procede tra difficoltà amministrative e tensioni politiche. Nel frattempo, associazioni e organizzazioni umanitarie continuano a fornire aiuti essenziali. La questione resta così sospesa tra emergenza umanitaria, obblighi di protezione dell’infanzia e confronto istituzionale sul futuro dei minori.
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